la sua vita titolo


terzo ritratto



Maria Domenica Lazzeri, chiamata dalla gente "BEATA MENEGHINA" nacque, visse e morì a Capriana. Venne al mondo il 16 Marzo 1815 e gli ultimi 14 anni della sua vita li trascorse immobile nel suo letto di dolore, senza bere né mangiare, stigmatizzata, e finì il suo calvario a 33 anni il 4 aprile 1848. Tutti i venerdì sanguinava copiosamente dalle ferite delle mani, dei piedi, del costato e dai 40 e più fori della testa. Possedeva doni quali l'ubiquità, la preveggenza, la conoscenza di lingue mai studiate, e "sentiva" stando nel letto ciò che veniva detto a grandi distanze (le omelie della S. Messa oppure le bestemmie e le malignità su Dio e su di lei).

 

Venne visitata   da illustri   personaggi, provenienti dall’ Italia, Francia, Inghilterra, perfino dall'Australia. Beda Webber, Anatole de Segur, Ernesto de Moj, Beda Polding, Streiter, Connely, Cazales,   il conte   Shrewsbury, l'Arcivescovo   di Sydney, Antonio Rosmini, questi solo alcuni dei nomi. Dottori, religiosi cattolici e non, filosofi e gente comune, tutti si staccavano da lei colmi di serenità, pace, edificati e redenti, convinti della sua santità. Ognuno di loro lasciò una testimonianza scritta di ciò a cui avevano assistito.

 

Dopo anni di oblio e silenzio, il 4 aprile 1995 l'Arcivescovo di Trento Giovanni Maria Sartori ha celebrato, nella chiesa di Capriana, l'apertura del Processo di Beatificazione della Serva di Dio Maria Domenica Lazzeri, ”l'Addolorata   di Capriana". Ora il Processo è al vaglio della Congregazione dei Santi presso la Santa Sede in Vaticano.

 

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