associazione


…a giudicare dagli anni della sua fondazione si può veramente affermare che è nata due volte…

 

 

 

Nel 1988 un gruppo di devoti di Maria Domenica Lazzeri, il parroco don Giovanni Florian ed altre quattro persone di Capriana: Modesta Lazzeri, Pio Capovilla, Zanol Stefano e Annalena Lazzeri si trovano d'accordo a ridestare nel paese l'interesse per la storia di Maria Domenica Lazzeri. La decisione è motivata dal fatto che Annalena Lazzeri si era in quel tempo impegnata a cercare aiuti per la causa di beatificazione. Per caso venne a conoscere L'Abate della Basilica di S. Paolo don Giuseppe Nardin, originario di Faver, che la consigliò di rivolgersi al religioso padre Tito Sartori della Congregazione Servi di Maria di Roma, esperto postulatore stranamente è il fratello di Mons. Giovanni Maria Sartori appena nominato Arcivescovo di Trento.

 

La Lazzeri ascolta i suggerimenti del Sartori di fare una prova per constatare se in paese esista ancora il desiderio di veder riconosciuta la santità di M.D.L.; nel 1943 un facsimile era stato sperimentato però senza risultato a causa della guerra. Se l'indagine risultava positiva bisognava costituire un gruppo di persone che si sarebbero adoperate a sostenere la causa di beatificazione con tutti gli oneri che essa comportava. Soprattutto era indispensabile una base finanziaria a sostegno delle prime spese.

 

Ebbene l'11 novembre 1988 la Lazzeri arriva a Capriana, espone al parroco quanto le era stato consigliato e subito passa la voce ai suoi conoscenti invitati a incontrarsi in una sala dell'albergo Miravalle. Il nome dei due fratelli Sartori senza dubbio infervorò gli animi e venne deciso di comune accordo di fare un appello scritto da affiggere alla porta della chiesa all'indomani che era domenica. Anche oggi ci si chiede perché a quell'invito sia stato dato il titolo di "avviso sacro". Era scritto a mano e firmato solo dal parroco. E poiché si voleva esporlo anche alla chiesa di Anterivo fu tradotto la stessa sera in tedesco da Floriana, la moglie di Ciro Zanol. Fu un vero azzardo però ebbe successo. Da lì a pochi giorni risultarono alla Cassa Rurale di Capriana 45 firme di persone che avevano accolto la richiesta. All'apparenza non sembrava, ma la gente dei due paesi conserva veramente nel cuore la memoria della Meneghina e l'ha voluta esprimere con una risposta immediata. Era trascorso mezzo secolo da quando si era sperimentato una prova del genere: anche allora gli abitanti si erano rivolti al Vescovo di Trento al fine di sollecitare l'avvio del riconoscimento della santità di Maria Domenica Lazzeri e avevano versato, per quei tempi, una discreta somma di denaro. Il felice esito della sottoscrizione all'avviso sacro fu senz'altro uno sprone a continuare.

 

Confortati dal numero degli aderenti decisero pure di darsi un nome classificandosi "Amici della Meneghina". É la prima nascita della Associazione portata avanti dagli operatori solo con una solida fede e tanto buon senso. Tutto si decideva come in famiglia: nel gennaio 1989 ci fu l'incontro con il Vescovo al quale venne portato il denaro raccolto che cambiò in assegno per il primo postulatore. A marzo si programmò l'Assemblea a Faver in una sala del municipio. Era impensabile potersi riunire a Capriana per varie ragioni: il Centro Culturale non era stato collaudato, il Teatro in via di ristrutturazione, gli ambienti comunali troppo piccoli.

 

L'associazione "Amici della Meneghina" povera, come lo è stata Maria Domenica Lazzeri, è costretta a chiedere altrove di essere ospitata se vuole essere conosciuta! Compie i primi passi, ma li fa bene, ne parlano bene i giornali. Si allunga l'elenco degli aderenti, aumentano i sostenitori, l'associazione cresce e si fa conoscere soprattutto nei due anni di fuoco 89 -90 dalla divulgazione a mezzo stampa.

 

Il libretto del curato don Simone Sommavilla del 1927 non è più in circolazione. Il libro ''Fiore purpureo" finito (rimangono 50 copie invendute), “La storia di Maria Domenica Lazzeri” in tedesco, del sacerdote di Egna don Ignaz Grandi, è da tradurre e da stampare. Fu scoperta la corrispondenza con i paesani emigrati in U.S.A. per cui necessitarono dei pieghevoli in inglese da inviare loro. C’è pure una novità: il libricino illustrato per la scuola come pure la stampa dell'immagine di Maria Domenica Lazzeri con la preghiera composta dallo stesso Vescovo stampata in tre lingue.

 

Fu un grande impegno svolto in silenzio dai pochi volontari che dedicarono tempo e denaro al fine di risvegliare maggiore interesse per la storia della Meneghina da troppi anni lasciata in un alternarsi di vicende avverse ma anche favorevoli. In mezzo a tanto ardire sopraggiunge inaspettato l'acquisto del mulino ovvero di quanto era rimasto dell'immobile una volta proprietà della famiglia della Meneghina. Il fatto per la complessità dell'argomento è narrato a parte. Ciò non toglie che se ne parli nella storia dell’Associazione in quanto coincide con la sua seconda nascita.

 

Già nel 1987 Annalena si era data un gran da fare per trovare gli eredi del Mulino con i quali poter eventualmente predisporre l'acquisto. Fatti i dovuti accertamenti affiancati dalla preziosa prestazione del dr. Bruno Fronza, membro dell'Associazione “Trentini nel mondo”, viene stabilito il prezzo di 7.500.000 lire da pagare metà in anticipo. Si approfitta del viaggio che deve compiere il Fronza in U.S.A. per una sua missione d'ufficio perché delegato dall'Associazione quale procuratore generale si presenti di persona ai contraenti. La stipulazione del contratto avviene nel luglio 1988. Si sperava che l'incontro all'indirizzo ritrovato Niddle Village Contea di Queens N.J. favorisse uno sconto sul pagamento. Ahimè ! Il dollaro era in rialzo e si trovò l'aggiunta di altre 800.000. Tutto fu accomodato con la definizione della pratica a Trento il 27 settembre. Resta da fare adesso la trascrizione al Catasto di Cavalese dell'atto di comproprietà delle proprietà dei Lazzeri, ma è impossibile. Manca il nome dell'acquirente . Si pensa di chiedere alla Parrocchia, al Comune, a un privato qualsiasi; le risposte sono negative. Non resta altro da fare che attribuire all'Associazione una veste giuridica, diventare cioè un Ente Morale. Qui si inserisce un nuovo passaggio obbligato: per essere considerata tale occorre il riconoscimento ufficiale che si ottiene mediante domanda all'Amministrazione Provinciale alla quale però va unito l'atto della avvenuta costituzione dell'Associazione Amici della Meneghina. Ed è qui che si inserisce la sua seconda nascita. Il 29 dicembre 1989 alla presenza del notaio Giovanni Rizzi di Moena in località Villaggio Svizzero di Valfloriana, 12 persone apposero la loro firma allo Statuto predisposto dal medesimo allo scopo di promuovere, difendere e sostenere tutto quello che riguarda la storia di Maria Domenica Lazzeri e soprattutto mantenere i luoghi storici che la riguardano. Fu scelto quel luogo e quella data perché il notaio era già stato prenotato per altre pratiche degli abitanti della stessa zona. L'atto costitutivo così ottenuto fu debitamente registrato all'ufficio del registro di Cavalese l'8 gennaio 1990 e per quello che originò una serie di adempimenti dai quali si può evidenziare quanto è costato il lavoro compiuto dai volontari della "prima ora". Le date stesse susseguite rivelano il complicato disbrigo delle pratiche necessarie. Per esempio il riconoscimento della Associazione in Ente morale del 23 novembre 1990, si è potuto avere giusto all'appello allo Statuto Speciale di Autonomia del 1972 con domanda al Presidente allegata al riconoscimento. Ancora del novembre '90 è la nomina del postulatore che doveva rappresentare l'Associazione sotto l'aspetto ecclesiastico.

Quello che accadde in seguito con le vicende che ne seguirono è un argomento a parte e a parte verrà fatto conoscere . Il tempo passa: il 1 giugno 1991 si tiene la prima Assemblea al completo. L' Associazione è in grado di poter intavolare a suo nome il diritto di proprietà di quanto è stato acquistato. La registrazione al Catasto di Cavalese avviene il 27 dicembre 1991. Da questa data le notizie sulla Associazione "Amici della Meneghina" sono riportate sulle relazioni annuali 1992 -2010.

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