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Il mulino   di Bortolo Lazzeri, mugnaio   e padre di "Meneghina", era solo uno dei sette esistenti e funzionanti a Capriana fino alla metà del secolo scorso. Dei sette mulini, uno era posto sul Rio Secco, tre sul Rio Bianco, due sul Rio Val Gausa e uno più a valle sul torrente Avisio; tutti utilizzavano la forza dell'acqua come forza motrice per la lavorazione e la trasformazione del cereali.


Fin dal 1242 Capriana faceva parte, con Valfloriana e Stramentizzo, del Feudo di Alberto III del Tirolo e pagava gli affitti agrari anche con "pani", quindi l'avena, la segale e l'orzo erano già allora macinati per la farina e pestati per le minestre.



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Per secoli i mulini hanno continuato a fare il loro lavoro, anche con nuove specie di cereali arrivate da lontano, come il mais ed il grano saraceno, coltivate, come le specie cerealicole autoctone, sui piccoli terrazzamenti agricoli, detti "vanegie", che si estendevano su tutto il territorio attorno e sotto al paese, fino al torrente Avisio.

Con il progressivo abbandono delle campagne, dovuto anche alla forte spinta migratoria della popolazione locale, i mulini di Capriana si sono uno ad uno fermati. l'ultimo a Maso Pont, in prossimità del torrente Avisio, in occasione della disastrosa alluvione del 1966.Ormai quasi ridotto a rudere, nel 1989 il mulino Lazzeri è stato acquistato dall'allora neocostituita "Associazione Amici della Meneghina”, che tra mille difficoltà riuscì ad acquisirne la proprietà dai numerosi eredi della famiglia di Maria Domenica sparsi nel mondo. Ceduto al Comune nel 2003, con l'aiuto della Provincia Autonoma di Trento e dell’Unione Europea (F.E.S.R.), nel 2004 sono iniziati i lavori di ristrutturazione che sono terminati nel 2008. Inaugurato il 14 settembre 2008, il mulino che fu di Bortolo Lazzeri, ha oggi finalmente ripreso a macinare il grano con la sola forza delle acque del Rio Bianco.

Oggi i visitatori vi possono trovare, oltre alle macine ed al pestino originario in porfido, una sala esposizione con i vari oggetti appartenuti alla “Meneghina” ed un piccolo bookshop dove è anche possibile trovare le pubblicazioni dedicate alla vita straordinaria di Maria Domenica Lazzeri, che dalle genti di Capriana è da sempre chiamata “Beata Meneghina”.

Per concessione del Comune di Capriana l’intera struttura è oggi gestita dall’ ”Associazione Amici della Meneghina”.

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