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primo ritratto


Il primo ritratto di Meneghina, del 1838, è quello tradizionale, il più conosciuto, eseguito dal pittore Pfeifer di Caldano. Si pensa che abbia fatto visita a Maria Domenica più di una volta, ancor prima del 1838, quando nella zona si diffondevano le voci della sua strana malattia con l'apparizione delle stimmate in tutto il suo corpo. L'immagine detta "incisa di maniera", riproduce un viso molto stilizzato, non conforme alla espressività di Meneghina, tuttavia realistico per quanto riguarda il modo in cui viveva: caratteristico il letto del suo dolore, la coperta che la ricopriva, il lenzuolo riverso per far vedere le sue mani e i suoi piedi.

Il ritratto subì nel tempo qualche ritocco secondo un gusto ottocentesco che ha falsato l'idea iniziale dell'autore. Ciò nonostante rimase valido quello del Pfeifer, il ritratto che ha fatto conoscere la Meneghina che fu portato anche negli U.S.A. dagli emigranti di Capriana.

E' iniziata così la devozione rivolta a lei ed è servito a conservare come reliquia la sua coperta a righe, evidenziata nell'immagine e testimoniata dai visitatori. Ma quanto si è penato per avere questo ritratto!

Proviamo a raccontarvi i fatti di entrambi.

Nel 1837 il Pfeifer, forse nella speranza di ricavarne un guadagno, presenta al decano di Caldano Don Reinalter il disegno della Meneghina, con preghiera di inoltrarlo all'Ordinariato Vescovile di Trento, per ottenere il permesso di litografarlo. L'istanza viene restituita al mittente il 24 novembre 1837, in quanto l’Ordinariato non era competente per il rilascio di tali permessi. Nel frattempo il ritratto era già stato litografato a Innsbruch e con gravi conseguenze: lo stesso litografo Schopf si rivolge all'ufficio decanale di Bolzano perché accompagni l'istanza rivolta all'Ordinariato vescovile di Trento, con preghiera di raccomandazione. Ecco la lettera del decano Eberle Probst, indirizzata al predetto Ordinariato:

 

"Il latore della presente Signor Schopf, litografo di Innsbruch, ha litografato per un pittore di Caldaro, quella certa prodigiosa persona di Capriana, senza il permesso delle autorità censorie, ed è pertanto incorso, su denuncia, in una contravvenzione che gli può costare una multa e la perdita della sua professione. A ciò, egli dice, potrebbe sfuggire se il Reverendissimo Ordinariato, dichiarasse di non trovare nulla di sconveniente nella sua litografia .. .. "

 

 

 

Ne seguì la risposta appena due giorni dopo. Il 23 maggio del 1838, infatti l'Ordinariato di Trento scrive testualmente:

 

"Viene rinviata l'istanza al postulante chiarendo che l 'Ordinariato non trova nulla di sconveniente nell'immagine di Maria Domenica Lazzeri da Capriana, litografata dal richiedente; dichiara anche che, a suo parere, non vi sono da temere cattive conseguenze dalla diffusione della ricordata immagine. Si raccomanda pertanto nel modo migliore, il richiedente ed il suo proposito alle alte autorità".

Il lavoro di Pfeifer così, "in formato cartolina", si troverà in vendita nelle cartolerie di Bolzano già nel 1842.

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