storia


Nel 1943 i capifamiglia di Capriana e del vicino paese di Anterivo, con lettere separate, avevano inviato all'Arcivescovo della Diocesi di Trento una richiesta unitamente a un’offerta in denaro perché si ricordasse la figura di M.D.L. Considerato il particolare momento della guerra, nessuno rispose e nel 1960 furono restituiti i soldi.

 

Nel 1964 si è fatto carico dell'iniziativa di promuovere interessi di ogni genere intorno a M.D.L., un fratello laico, Ettore Dellandrea, della congregazione religiosa Pavoniana, maestro tipografo dell'Istituto Artigianelli con sede nella stessa città. Era di Capriana e proveniva da una famiglia imparentata con la M.D.L. (la mamma era nipote), ed aveva un fratello sacerdote della medesima congregazione a Roma, nella Parrocchia di S. Barnaba. Nell'estate si recavano in vacanza nella casa paterna al paese e anche nella canonica con il Parroco Don Dante Dellagiacoma. E' facile pensare che il discorso si inoltrasse spesso nella storia della Meneghina, anche perché il Parroco era un fervente devoto, per il fatto che aveva beneficiato dalla Meneghina con la guarigione della propria madre. Forse già Fr. Ettore era venuto a sapere che il lavoro di ricerca eseguito dal prof. Don Mario Marinolli negli anni 1936-44 era custodito nell'archivio della Curia, forse già ne era venuto in possesso perché proprio in quel periodo appare il nome di Giovanni Brunelli, un impiegato di banca residente a Trento che diventerà poi l'autore del libro il "Fiore purpureo tra i monti" pubblicato nel 1968.

 

Quanto si va narrando, sul fatto di volere la beatificazione di MD.L., riguarda una parentesi di cinque anni di sforzi che coinvolgono anche persone importanti, persone che credevano nella veridicità degli eventi allora riportati. La corrispondenza intercorsa, in tutto una ventina di lettere, ne è la prova.

 

Non si conosce l'inizio della stesura del libro ''Fiore purpureo" però doveva essere abbastanza recente se nel 1964 si desidera far giungere all'Arcivescovo di Trento l'omaggio per l'annuale della sua nomina. E' un volume rilegato di 200 pagine dattiloscritte in originale su carta velina, foderato in tela rossa con scrittura in oro "Maria Domenica Lazzeri".

 

In pratica è riportato il lavoro di ricerca storica fatta dal prof. Don M. Marinolli e non completata per la sua morte, avvenuta nel 1944. Forse lo stesso Ettore Dellandrea l’ha data a Don Eugenio Bernardi perché portasse a termine il racconto iniziato.

 

Particolare importante: si pensa che lo stesso dattiloscritto sia servito di riferimento ai Brunelli per la stesura del suo libro, vista la propria amicizia con Ettore Dellandrea. Si pensa che solo la canonica potesse essere il luogo dal quale partire. Approvazione unanime! Si va alla Curia di persona, probabilmente il Parroco con il Dellandrea: silenzio per 4 anni! Segue la presentazione del libro "Fiore purpureo" con lettera di accompagnamento indirizzata all'Arcivescovo, sulla quale si legge un appunto per chiarire la personalità del Marino Ili. Da questa è un susseguirsi di alti e bassi, di giudizi e deduzioni da parte di persone addette ai lavori, fino alla conclusione del 6 dicembre 1969 in cui si legge "Non si ritiene opportuna l'introduzione della causa in oggetto".

Concept, Design & Develop by GALAXY TS - PREDAZZO - info@galaxyts.it